Songwriter

Jimy credeva  ai tarocchi , al destino, alle superstizioni. Suo padre aveva il terrore del demonio era convinto che tutto quello che era mancino venisse dal diavolo, per questo aveva sempre cercato di correggere Jimmy che suonava la chitarra con la sinistra. 

Jimy sognava sempre i numeri 1 9 6 6  lui sentiva   di essere nato per un motivo, era sicuro che avrebbe avuto l’occasione di farsi ascoltare, diceva al padre che un giorno sarebbe diventato famoso. 

Sbarca il lunario girando  l’America in cerca di ingaggi. vita grama, pochi guadagni e molte frustrazioni. L’unica  poca gloria è nella band di Little Richard che però voleva i riflettori tutti per se e non sopportava quel ragazzino!

 Alla fine Jimy approda a New York e cerca la sua grande occasione, che arriva da Chas  Chandler, bassista di Eric Burdon, A convocarlo lì è stata Linda Keith fidanzata di Keith Richards dei Rolling Stones, una decina di giorni prima aveva conosciuto Hendrix ed  era rimasta colpita,  Chandler era la persona giusta per comprendere il talento di Jimi, infatti gli bastano 20 minuti  di suoni e si incuriosisce, si appassiona, una canzone soprattutto calamita il suo interesse, ed è Hey Joe, pensa che possa essere  una potenziale Hit. Lo chiama da  parte dopo lo show e gli fa balenare l’idea di un viaggio in Gran Bretagna a cercare fortuna però di mezzo c’è l’ultima tournée degli Animals e i due devono lasciarsi subito con la promessa di rivedersi i primi di settembre. 

 Il 23 settembre 1966 Jimy e Chandler si imbarcano per andare in Gran Bretagna una volta in Inghilterra la storia accelera con impressionante velocità, pochi giorni e vengono trovati i partner della Experience, prima di Natale esce il singolo Hey Joe, ad aprile 1967 viene pubblicato il primo straordinario LP “Are you Experienced?” 

Jimi era terrorizzato prima di salire sul palco tremava come una foglia, non aveva il coraggio di uscire da dietro le quinte.  Quando diventerà il più grande chitarrista della storia ripenserà a quei momenti e dirà che ce l’ha fatta solo grazie alla testardaggine perché tante volte aveva pensato di mollare. Nel luglio del 1969 va in Marocco per una breve vacanza, ha bisogno di riprendersi ma commette l’errore di farsi leggere i tarocchi da una maga, la prima carta è quella della morte, Hendrix è terrorizzato. Torna a Londra e dopo pochi mesi si fa rileggere le carte, esce di nuovo la morte.

Jimi era pieno di conflitti  interiori e faceva  uso smodato di sostanze stupefacenti, aveva cominciato presto a perdere il controllo della situazione, sempre più invischiato all’interno di dinamiche più grandi di lui.  Hendrix si trova a lottare contro forze contraddittorie, da una parte la legittima voglia di notorietà di un artista convinto di avere molto da dire, dall’altra quella routine fatta di impresari, falsi amici e da quella parte di pubblico che andava a sentirlo solo per vederlo suonare con i  denti e bruciare una delle sue chitarre. Fu proprio in quel momento che iniziò a maturare l’idea di una musica nuova, così iniziò l’esperimento della band of Gipsy’s composta da soli musicisti di colore,  le registrazioni mostrano un musicista dalla mente apertissima e desideroso di superare i canoni classici del rock per creare qualcosa di completamente inedito. 

Jimi Hendrix entra a far parte del club dei 27, muore a Londra il 17 settembre del 1970, la morte fu causata da un cocktail di alcool e tranquillanti. Morì soffocato dal suo vomito. 

La canzone che vi consiglio per oggi è Hey Joe.

 

Se si cercassero gli album di Johnny Cash  in un negozio di dischi, si troverebbero sicuramente nel settore  della musica Country, ma nessuno si permetterebbe di dubitare del fatto che si stia parlando di una delle piu’ grandi rockstar di sempre. Cash nacque negli anni ’30 nelle piantagioni di cotone dell’Arkansas, i rapporti col padre non erano buoni ma degenerarono alla morte del fratello Jack che  rimase ucciso in un incidente con una sega elettrica e il padre arrivò ad incolpare Johnny dell’accaduto dicendogli che avrebbe preferito fosse morto lui. Johnny si chiude in se stesso facendo della chitarra la sua unica compagna .Il primo contratto discografico giunse nel 1955, la sua voce e i testi riuscirono a conquistare anche il pubblico rock’n’roll decretandone il successo.

 Johnny cash si veste sempre di nero perché  vuole rappresentare l’altra metà del suo paese, i reietti, gli ultimi della scala sociale e nell’immaginario musicale diventerà the Men in Black.

Si esibirà in molte carceri, a San Quentin il 1 gennaio del 1958 per testimoniare la sua vicinanza a chi ha sbagliato, i detenuti apprezzano e lo  show diventa un trionfo. Johnny Cash porterà sempre nel cuore quello show e tornerà a San Quentin nel 1969 dopo essere stato in un’altra prigione l’anno prima, suonerà perfino in un carcere svedese nel 1972.

Nel 1956 Elvis Presley introduce John Carter a Johnny Cash entrambi erano famosi. I due si scambiano poche parole ma Johnny Cash si innamora subito, ma non succede nulla, passano gli anni Johnny Cash e June Carter vanno spesso in tour insieme, lui la corteggia spudoratamente, lei resiste.

June  non vuole ammettere di essere innamorata di Johnny perché  è un uomo fisicamente e mentalmente alla deriva, viene spesso arrestato, una volta gli trovano 1000 anfetamine nella custodia della chitarra, è sempre ubriaco, il suo camper va a fuoco e l’incendio si estende alla foresta di Los Padres in California.

Un giorno June aprendo un libro nota che suo zio ha sottolineato il verso di una poesia che dice: love is like a burning ring of fire. Si mette in macchina e ripensa a quelle parole scrive Ring of Fire,  regala la canzone alla sorella Anita fino a quando Johnny l’ascolta e se ne innamora ma non vuole sottrarlo ad Anita, poi un giorno la chiama e le dice: ti lascio cinque mesi di tempo se la tua versione funziona lasciamo perdere se non ha successo la registro io a modo mio. Ring of Fire diventerà  il suo più grande successo di sempre.

Il 22 febbraio 1968 in Ontario sul palco davanti a 7000 persone Johnny Cash chiede a June se vuole diventare sua moglie, una settimana dopo il 1 marzo 1968 Johnny Cash e June Carter si sposano, lui  si disintossica e vieni fuori da tutto.

Nei primi mesi del 1994 il suo contratto con la Mercuri stava per giungere a conclusione, I giorni del successo giungono al capolinea. Crede di non essere più capace a scrivere canzoni.

Ad certo punto arriva  una telefonata: pronto signor Cash? Forse non mi conosce mi chiamo Rick Rubin e la chiamo perché sono convinto che lei non abbia ancora pubblicato il suo album migliore… quella telefonata inizialmente lo lascio quasi indifferente, non conosceva minimamente il produttore. Il fatto che Rubin fosse la mente dietro  gli album delle band come Slayer, Red Hot Chili Peppers e Beastie Boys gli era completamente oscura.

I due si incontrarono a casa dello stesso Rubin e il feeling è  immediato e come previsto da Rubin le cose funzionare una meraviglia.

La mossa vincente di Rubin fu quella di proporre a Cash una serie di brani che nessuno avrebbe mai immaginato potessero essere cantati da lui e di mettere insieme a una manciata di cose scritte di proprio pugno. Cash finì così per confrontarsi con la musica dei Soundgarden e dei Misfits.

Cash si spinse persino a reinterpretare Hurt, del gruppo industrial  Nine Inch Nails: la sua versione fu così straziante, da portare il leader della band a definirla molto migliore di quella scritta da lui.

Il 12 novembre 2003 sfinito da una vita al limite e della scomparsa dell’amata June, Johnny lascio a questo mondo.

La canzone che vi suggerisco di ascoltare oggi è Ring Of Fire.

È morta a 27 anni, come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Jones, Kurt Cobain, come tanti altri. 27 anni fatti di musica droga alcol ed eccessi.  Una sorta di maledizione il numero 27, il numero dei dannati,non c’è niente di poetico o di romantico in queste vite perdute ma solitudine e disperazione.

“Ho questo sogno di diventare molto famosa. Di esibirmi su un palco. È l’ambizione della mia vita!” A. Winehouse

Frank, l’album d’esordio, esce nel 2003. Amy ha solo 20 anni ma i suoi testi sono già pieni di delusione.

“La musica è l’unico spazio della mia vita in cui posso essere completamente onesta.”  Amy Winehouse

Con Back to Black arriva il successo planetario che la porta 6 nomination ai Grammy, peccato che l’ambasciata degli Stati Uniti non gli da il visto americano per permetterle di partecipare alla cerimonia. Perché qualche settimana prima era uscito un video dove si vedeva Amy fumare Crack, in più qualche mese prima era stata arrestata in Norvegia per possesso di stupefacenti.  Le rifiutano il visto d’ingresso, poi raggiungono un accordo ed Amy partecipa alla serata esibendosi da un piccolo locale londinese in collegamento via satellite e riceve 5 Grammy; migliore canzone dell’anno, disco dell’anno, artista rivelazione, miglior voce femminile e miglior album pop! Amy si limita ad urlare; questa è per Blake! Il mio Blake in carcere!

Blake è suo marito si sono sposati nel 2007, tutti pensano che sia colpa di Blake se Amy, già incline all’alcol, inizia a farsi di crack e cocaina. Divorziano presto, Amy non riesce più a fare musica, fa qualche concerto ma spesso non riesce  nemmeno a finire la serata. Nel 2011 prova a ripartire per un tour ma i primi video la mostrano ubriaca e incapace di gestire il palco!

L’ultima notte, è quella tra io 22 e il 23 luglio del 2011, Amy è nella sua villa a Camden Square è sola in casa, al piano di sotto c’è solo la sua guardia del corpo. L’ultima telefona la fa al suo fidanzato Reg Traviss che non si capisce per quale motivo cambia idea e non la raggiunge. La mattina dopo la guardia del corpo va a svegliare Amy, la chiama diverse volte, lei non risponde come al solito,  spesso è troppo ubriaca per sentire, quindi non si preoccupa ma quando torna in camera il pomeriggio capisce che c’è qualcosa che non va ma ormai è troppo tardi!

L’autopsia stabilisce che la morte è avvenuta per abuso da alcool, avrebbe ingerito all’incirca 3 bottiglie di vodka quella notte!

“Era certa che sarebbe morta a 27 anni. L’aveva sognato e i suoi sogni, diceva, si avveravano sempre!”

Molte proveranno ad imitarla ma hanno la faccia pulita non sono sposate con la droga e per il pubblico non è la stessa cosa.

La canzone che vi suggerisco per oggi è “Love is a losing game”

Nasce a Cleveland nel 1964, in giovane età impara a suonare l’organo, il clarinetto e a comporre i suoi testi.

Inizia a scrivere canzoni che riflettono le sue idee e quelle della sua generazione, comincia come un artista di strada, poi viene notata mentre si esibisce in un locale a New York e viene messa sotto contratto da una major.

Sta dalla parte delle donne fin dal primo singolo, “Fast Car”, racconta di emarginazione sociale, compagni violenti e madri costrette a crescere i figli da sole.

Mette la sua musica dalla parte dei più deboli e partecipa a numerosi concerti legati alla difesa dei diritti civili.

Tracy non credeva che con “Talking about a Revolution” avrebbe venduto  5 milioni di copie e vinto 3 Grammy, un brano che a distanza di anni ancora i politici si contendono nelle campagne elettorali. Una canzone che diventa subito un successo, in quel mix di voce asciutta e diretta. Si sorprese che la sua canzone avesse avuto tutto quel riscontro in piena era disco Music. Dice Tracy in un intervista; quella musicale è un industria implacabile, il pop è considerato un linguaggio leggero, si canta l’amore e basta, è il mercato che lo vuole, ma io non ci sto, sono una cantastorie e racconto la vita in tutte le sue sfumature, sentimenti ma anche ingiustizie e violenza.

Tracy ha un rapporto difficile con il successo è dal 2008 smette di pubblicare materiale inedito.

Ma ha spalancato le Porte ad un epoca di cantautrici.

La canzone che vi suggerisco per oggi è “Talkin’ bout a Revolution”

PJ Harvey, nasce  il 9 ottobre 1969, è una cantante, musicista e compositrice britannica.

Figlia di un artigiano e di una scultrice, Harvey è cresciuta in una piccola fattoria nel Dorset. In giovane età i genitori la  introducono  al blues, jazz e all’art-rock music, che più tardi influenzeranno il suo stile musicale.

<<Penso che il modo in cui siamo, quando cresciamo, sia il risultato di quello che abbiamo conosciuto da piccoli>> ha dichiarato a Rolling Stone nel 1995.

Uno dei primi ad accorgersi dell’artista è stato John Peel un critico e condutture radiofonico! A inizi anni ‘90 entra nel mondo del rock a gamba tesa. Nella sua evoluzione adotta uno stile elaborato nei suoi show: mentre prima appariva ai concerti con semplici magliette nere, pantaloni mimetici,  struccata e coi capelli spettinati, in seguito comincia ad adottare uno stile più da vamp, caratterizzato da gonne, parrucche e make-up appariscenti. 

Nella vita di PJ c’è ovunque l’arte, è una pittrice, scultrice, autrice e polistrumentista.

È l’unica artista ad aver vinto per 2 volte il Mercury music prize, il premio più prestigioso inglese. A metà degli anni ‘90 si fidanza con Nick Cave, considerato il suo alter ego maschile, un rapporto burrascoso che dura il tempo di una canzone e precisante la canzone è “The murder ballad”. La loro storia finisce e per liberarsi da quella sofferenza, per dimenticare, gli servirà un altro album “the Boatman’s Call”.

Nel 2001 viene classificata prima tra le 100 più grandi donne della musica rock, stilata dei lettori del magazine Q. 

Nel 2016 pubblica “The hope six demolition project”, il suo lavoro più politico, 11 tracce che raccontano ingiustizie, violenza e degrado. Musicalmente il nuovo lavoro si caratterizza per una grande varietà stilistica, spaziando dal blues al folk all’alt-rock a cenni gospel.

La canzone che vi suggerisco per oggi è “rid of me” una delle mie preferite. 

Fin dalla sua comparsa sulla scena, l’artista giapponese, è stata una delle figure  più detestate! Il suo crimine è stato quello di essersi innamorata di John Lennon! La stampa Britannica si riferisce spesso a lei chiamandola “dragon lady” un’espressione per definire donne forti! 

Anche i sentimenti che Harrison e McCartney nutrivano per lei hanno alimentato l’odio dei fan e della stampa! Paul la chiamava Jar Tart, puttana giapponese! Queste critiche raggiungono dimensioni tali da far diventare il nome di “Yoko Ono” un archetipo, che significa influenzare negativamente un gruppo attraverso la relazione con uno dei membri! 

John amava questa donna nonostante fossero 2 persone con un passato completamente diverso. John proveniva da una famiglia operaia di Liverpool e Yoko era l’erede di una famiglia ricca di banchieri giapponesi. Nel ‘52 è stata la prima donna ammessa a studiare filosofia, nel ‘53 si trasferisce a New York per studiare. Viene a contatto con il movimento Fluxus, un network internazionale di artisti noti per aver mescolato diverse discipline artistiche e  diventa uno dei principali membri! 

Tra il ‘64 è il ‘72 diresse 16 film sperimentali! Il 9 novembre del 1966 la Indica Gallery di Londra, ospita l’anteprima di una sua esibizione, tra i pochi visitatori c’è John Lennon, che è colpito da un’opera in particolare, un’opera dove si può piantare un chiodo, ma Yoko Ono gli chiede di non farlo, da quel giorno iniziano a frequentarsi e si innamorano, si sposano il 20 marzo del 1969! Nel frattempo si inaspriscono le tensioni tra lui e i Beatles! 

Nel 1980 Yoko e John firmano un contratto con la Geffen Records e pochi mesi dopo la pubblicazione di “double fantasy” John viene assassinato davanti all’entrata del suo appartamento a Manhattan! 

Yoko Ono, 3 mesi dopo la morte di John,  pubblica un album “season of glass” che parla della morte del marito ed ha un discreto successo, in copertina c’è la foto  degli occhiali di John macchiati di sangue!L’arte di Yoko Ono fa leva su una matrice dadaista e spesso è oggetto di critiche per l’oscurità che l’avvolge! Lennon diceva di lei; è la più famosa artista sconosciuta; tutti conoscono il suo nome, ma nessuno sa cosa fa! 

Nel 2017 finalmente viene aggiunto il nome di Yoko Ono come coautrice della canzone “Imagine”, John aveva detto in un intervista del 1980 che non avrebbe mai potuto scrivere imagine senza di lei.

La donna è stata riconosciuta musicista e performer oltre che attivista politica! 

La canzone che vi suggerisco per oggi è Imagine

Ciao ragazzi come va? Oggi vi parlerò di  Aretha Franklin! Nella sua vita ha avuto tanti demoni da combattere, alcolismo, violenze domestiche, fobie e insicurezze, suo padre il reverendo Clarence Franklin era un predicatore famoso e allo stesso tempo un donnaiolo, trasformava in orge a base di sesso, droga e alcol i retroscena dei suoi sermoni. Nel 1948 si separa da sua moglie, quando Aretha aveva 6 anni, poi dopo 4 anni, la madre muore lasciando Aretha con la nonna.

Sicuramente lo stile di vita del padre ha influenzato molto la psiche di Aretha che a soli 12 anni rimane incinta del primo figlio e a 15 del secondo. Si sposa con Ted White il suo manager, da cui ha il suo terzo figlio. White è rinomato per essere uno sfruttatore, un violento e un alcolizzato.

Aretha nel privato veniva picchiata, truffata e umiliata dal marito e aveva trovato rifugio nell’alcol. Nel 1966 decide di staccarsi dalla vecchia casa discografica e si lega all’Atlantic, da quel momento inizia ad andare in testa alle classifiche, prima con “I never loved a man” poi con “Respect” un brano scritto da Otis Redding, l’autore parlava del rispetto che un uomo pretende dalla propria donna dopo una giornata di lavoro, Aretha ribalta completamente il significato e  a chiedere rispetto diventa la donna. “Respect” diventa un inno al femminismo e si affianca a “Think” dove continua il discorso iniziato con “Respect” .

Vince 18 Grammy e vende oltre 75 milioni di dischi, è stata la prima donna a entrare nella Rock & Roll Hall of Fame.

La sua carriera ebbe un declino negli anni ‘70 quando la droga, l’alcool e le delusioni offuscarono la sua immagine. Era una diva difficile da gestire, arrogante, inaffidabile e insicura ma negli ultimi anni della sua vita si era tranquillizzata trovando conforto nell’amore dei figli e dei nipoti. Si spegne il 16 agosto del 2018, la morta è stata causata da un tumore al pancreas, aveva 76 anni. 

“Tutti abbiamo bisogno e vogliamo rispetto, uomo o donna, nero o bianco. È alla base dei diritti umani” A.F.

La canzone che vi suggerisco per oggi è “Respect”

Oggi finalmente è il 1 Gennaio 2021, Buon anno a tutti, vi auguro un anno pieno di musica e felicità!!!

Oggi vi parlerò di Sinéad O’Connor, Nata a Dublino nel 1966, è stata una delle voci più affascinanti degli anni ‘90. Nel 2018 si converte all’Islam e cambia il suo nome in Shuhada’ Davitt! 

La cantante negli ultimi anni è tormentata da depressione e problemi personali. 

Il suo primo album di debutto nel 1987 “The lion and the cobra” è uno dei più elettrizzati della storia del rock, partendo dalla copertina, che ritrae la cantante rasata che  grida, in netta opposizione alle solite immagini femminili dell’epoca. 

Ma il suo talento lo dimostra con il suo secondo album “I do not want what I haven’t got” del 1990 che racchiude “Nothing compare to you” il brano scritto da Prince. 

In una sera di fine estate del 1990, Sinéad O’Connor sta per salire sul palco del Garden State Arts Center nel New Jersey, ma la avvertono che deve aspettare perché sarà suonato prima l’inno nazionale, a quel punto la cantante minaccia di non esibirsi e si giustifica dicendo di non volere andare in scena dopo l’inno nazionale di un paese che fa censura, arresta e perseguita la gente. 

A quel punto per paura di incidenti, nel caso di un annullamento del concerto, decidono di sospendere  l’inno nazionale. Il giorno dopo i quotidiani non parlano d’altro, molti disdicono i biglietti per le ultime date del tour, qualcuno vorrebbe sospendere le date ma Sinead non ci pensa proprio. 

Due anni dopo, il 3 ottobre del 1992, viene invitata come ospite al celebre show tv “Saturday Night Live” lei si presenta vestita di bianco e dopo aver presentato “success has made a failure of our home” brano del nuovo album “am i not your girl” decide di cantare “War” un bravo Di Bob Marley che denuncia I mali del mondo occidentale e lei la canta a cappella. 

Alla fine del brano prende la foto  di Papa Giovanni Paolo II e la strappa dicendo; combattete il vero nemico “fight your real enemy” . La NBC riceve 5mila telefonate di protesta. Dopo 2 settimane Sinéad O’Connor ritorna in America al Madison Square Garden ma viene accolta da fischi. 

Le sue dichiarazioni così aperte e poco diplomatiche hanno coperto il suono delle sue canzoni. 

Alla fine degli anni ’90 una giornalista americana Ann Power si domanda: se fosse stato Iggy Pop a strappare la foto del Papa le reazioni sarebbero state le stesse!? 

La canzone che vi consiglio per oggi è “Nothing compares to you” buona giornata 

Nico nasce a Colonia nel 1938 , una vita difficile, ha conosciuto la povertà, le bombe, la depressione, eppure il suo nome d’arte evoca il Glamour, la Factory di Andy Warhol e la musica dei Velvet Underground. Una vita avvolta nella leggenda che lei stessa ha alimentato con continue bugie per nascondere la verità e costruite una vita migliore. Di se stessa dice; “non ho alcun rimpianto, a parte essere nata donna invece che uomo”.

Sua madre era bella e povera e suo padre bello e ricco, per questo la famiglia di lui lo obbliga ad annullare il matrimonio. Il padre muore quando Nico aveva 5 anni. Durante la guerra vive con i nonni poi si trasferisce a Berlino. Nico sa di essere bellissima e vuole farsi notare quindi passeggia tutti i pomeriggi davanti ad un grande magazzino dove passano spesso fotografi e stilisti. Infatti un Fotografo la nota  e la lancia nel mondo della moda. Si trasferisce a Parigi e in pochi mesi è su tutte le copertine delle riviste, lavora per Vogue. Poi rompe il contratto con Chanel e si trasferisce a New York, tutti nella moda la vogliono ma lei decide di mollare tutto e fare l’attrice. Studia recitazione, Fellini la fa lavorare nella “Dolce vita” . Nico conosce Alain Delon e si innamora, rimane incinta ma lui la lascia e non vuole sapere niente del bambino, sono i nonni a crescere il figlio mentre Nico comincia a drogarsi. Si fidanza con Brian Jones lo storico chitarrista dei Rolling Stones, poi ha una breve storia con Bob Dylan ed è lui a presentarla a Andy Warhol, il quale la fà entrare nella musica unendola ai Velvet Underground, prima amata e poi odiata da ogni membro della band. Inizia a scrivere i testi dei suoi dischi ma è considerata come uno dei capricci di Andy Warhol. Le atmosfere gotiche e decadenti dei suoi brani, unite al timbro profondo della voce, le valgono il titolo di “sacerdotessa delle tenebre”. Nico in amore è sfortunata perché i suoi rapporti durano poco. Si innamora di Jim Morrison ma la loro storia d’amore è malata, la loro relazione finisce e lei sprofonda nella droga e nella depressione. Alla fine degli anni ‘80 prova a disintossicarsi e si trasferisce ad Ibiza per provare a recuperare il rapporto con il figlio, ma una caduta dalla bicicletta le sarà fatale, i medici pensano ad un’insolazione e la rimandano a casa, invece Nico muore di emorragia cerebrale e muore come aveva vissuto; senza essere capita!

Aveva appena 49 anni. 

La canzone che vi suggerisco per oggi è “Femme Fatale” dei Velvet Underground 

 Ragazzi come va?  Oggi parlerò di Courtney Love.  Nata a San Francisco nel 1964, trascorre un’infanzia turbolenta e un’adolescenza in riformatorio, all’età di nove anni le viene diagnosticata la sindrome di Asperger.

 Nel 1988, dopo essersi trasferita a Los Angeles, pubblicò un annuncio su una rivista musicale dicendo “Voglio formare una band. Le mie influenze sono Big Black, Sonic Youth e Fleetwood Mac”  e così nascono le Hole.

 Il loro primo album è “Pretty on the Inside” è stato classificato tra i 20 migliori dischi del 1991 da Spin Magazine.

 Nel 1994 pubblicano “Live through this” ed è considerato il disco di maggior successo di tutta la loro carriera.

 Molti pensano che non possa averlo scritto da sola, che ci deve essere la mano di suo marito.  In un’intervista dice;  “Ero davvero competitiva con Kurt ed è per questo che mi offendo sempre quando la gente dice che ha scritto “Live Though This”.  Sarei orgogliosa da morire di dire che ha scritto qualcosa ma non gliel’ho permesso, perché avevo una buona band, non avevo bisogno del suo aiuto!

 Nel 1991 C.L.  ha una relazione con Billy Corgan, il cantante degli Smashing Pumpkins, si lasciano perché Billy stava uscendo anche con un’altra!

 Poi C.L. incontra Kurt Cobain, la gente pensa che lo usi solo per soldi e fama!

 Dalla loro relazione nasce Frances Bean Cobain ma dopo il parto, i servizi per l’infanzia gli confiscano la bambina, a causa della loro dipendenza da eroina ma si risolve tutto con una causa legale.

 C.L.  non ha mai perso la passione del palcoscenico e rimane fedele a un genere che oggi non è così popolare, perché la musica fatta con le chitarre è di nicchia ma la nicchia esiste.

 Oggi mi dilungherò più del solito perché voglio raccontarvi un aneddoto sulla morte di Kurt Cobain:

 Fu trovato morto nel 1994, accanto al cadavere c’era un biglietto che, in seguito, alimenterà dei dubbi.

 Il 2 aprile Kurt scompare e C.L.  decide di assumere un investigatore privato, Tom Grant, ed è proprio Grant a sollevare dei dubbi sul fatto che quello di Kubain non fosse un suicidio ma un omicidio organizzato dalla moglie.

 La porta della stanza dove trovano il corpo era aperta, il fucile era lontano dal corpo.  L’autopsia dichiara che Kurt aveva in corpo una quantità così alta di eroina che sarebbe stato impossibile per lui puntarsi la pistola alla testa e premere il grilletto!  Con quelle dosi di eroina nel corpo era certamente in coma, quindi forse qualcuno gli ha sparato!?.  Nel portafoglio di Kurt mancava una carta di credito e qualcuno dopo la sua morte ha cercato di prelevare ingenti somme di denaro.  Nella lettera di addio Tom Grant non trova l’intenzione di morire ma piuttosto l’intenzione di cambiare vita e lasciare la moglie.  Infatti pochi giorni prima, Kurt aveva contattato il suo avvocato per avviare la procedura di divorzio e cancellare C.L.  dal testamento.

 Poi le ultime righe della

  lettera, erano scritte con una grafia diversa.

 C.L.  temeva di perdere potere e denaro e ha organizzato la morte del marito?

 Tom ha trovato la possibilità di fare soldi cavalcando un’ipotesi scandalosa?

 L’unica certezza che abbiamo è che Kurt Cobain è morto a 27 anni

La canzone che vi suggerisco per oggi è Violet delle Hole