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THE CRACKS OF THE SOUL

Crudo, sporco, imperfetto, rumoroso, abbandonato all’istinto, senza razionalità, poco formale. Vero.

Con queste “promesse d’intenti” l’artista e produttore Paolo Fattorini inizia le registrazioni del progetto musicale o di estrusione She! NoThinG, alter ego della cantante e compositrice Valentina Sguera

《Mi sono ritrovata seduta davanti a me, seduta sul divano del mio studio, una ragazza che apparentemente timida e molto attenta nell’estetica mi ha chiesto, ringraziandomi mille volte per il tempo che le dedicavo, di ascoltare anche i piccoli frammenti delle sue canzoni che aveva scritto negli ultimi giorni. Inizialmente ero piuttosto prevenuto e poco fiducioso sulla validità del materiale, questo perché la sua immagine mi rimandava in un mondo musicale lontano dalle mie corde. Ma appena ha inclinato la testa e ha iniziato a suonare e cantare, è stato come se la ragazza patinata e perbene fosse stata presa a calci nel culo fuori dallo studio da una personalità potente, ruvida, assolutamente poco professionale e diretta, anche volgare e sfacciata con un’aura di dolore e malinconia che la avvolgeva in una bolla di fascino ed empatia. Sono rimasti molto colpito, sia dal materiale che mi ha graffiato l’anima, sia dalla distanza tra la sua vera essenza e le sue maschere societarie .

Voglio produrre le canzoni di questa tua personalità, non di Valentina e le ho chiesto: come si chiama?

E lei ha risposto, con uno sguardo deciso;

She! Nothing!

Sono convinto che il disco riproduca fedelmente e sinceramente la personalità che comanda Valentina: She! Nothing.

Tutti i brani che compongono questo esordio discografico sono stati composti in poco tempo, poche settimane.

La batteria è stata suonata posizionando la grancassa orizzontalmente, colpendola come un tamburo, in stile Velvet Underground per ottenere un’attitudine non convenzionale e quindi una sonorità più ruvida.

Il basso era uno straordinario Eko originale anni ’70 made in Recanati per tutte le canzoni che il mio produttore ha voluto prendere per onorare le indicazioni sonore che avevo suggerito, e questo mi ha fatto sentire accolta e compresa. Ma lo strumento che più ha caratterizzato alcuni dei brani dell’album e che mi piacerebbe utilizzare più spesso anche in future sessioni di registrazione, è un Fender Bass VI, un basso molto “di ferro” che in passato veniva utilizzato ad esempio da i Beatles per Helter Skelter o Cure un sacco di riff, o Placebo per Pure Morning.

Nel brano dell’album I Wanna Get Rich lo strumento è portante e fortemente caratterizzante.

È riuscito a restituire al messaggio di testo la durezza sonora che già hanno le parole.

https://lnk.to/SheNo