È morta a 27 anni, come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Jones, Kurt Cobain, come tanti altri. 27 anni fatti di musica droga alcol ed eccessi.  Una sorta di maledizione il numero 27, il numero dei dannati,non c’è niente di poetico o di romantico in queste vite perdute ma solitudine e disperazione.

“Ho questo sogno di diventare molto famosa. Di esibirmi su un palco. È l’ambizione della mia vita!” A. Winehouse

Frank, l’album d’esordio, esce nel 2003. Amy ha solo 20 anni ma i suoi testi sono già pieni di delusione.

“La musica è l’unico spazio della mia vita in cui posso essere completamente onesta.”  Amy Winehouse

Con Back to Black arriva il successo planetario che la porta 6 nomination ai Grammy, peccato che l’ambasciata degli Stati Uniti non gli da il visto americano per permetterle di partecipare alla cerimonia. Perché qualche settimana prima era uscito un video dove si vedeva Amy fumare Crack, in più qualche mese prima era stata arrestata in Norvegia per possesso di stupefacenti.  Le rifiutano il visto d’ingresso, poi raggiungono un accordo ed Amy partecipa alla serata esibendosi da un piccolo locale londinese in collegamento via satellite e riceve 5 Grammy; migliore canzone dell’anno, disco dell’anno, artista rivelazione, miglior voce femminile e miglior album pop! Amy si limita ad urlare; questa è per Blake! Il mio Blake in carcere!

Blake è suo marito si sono sposati nel 2007, tutti pensano che sia colpa di Blake se Amy, già incline all’alcol, inizia a farsi di crack e cocaina. Divorziano presto, Amy non riesce più a fare musica, fa qualche concerto ma spesso non riesce  nemmeno a finire la serata. Nel 2011 prova a ripartire per un tour ma i primi video la mostrano ubriaca e incapace di gestire il palco!

L’ultima notte, è quella tra io 22 e il 23 luglio del 2011, Amy è nella sua villa a Camden Square è sola in casa, al piano di sotto c’è solo la sua guardia del corpo. L’ultima telefona la fa al suo fidanzato Reg Traviss che non si capisce per quale motivo cambia idea e non la raggiunge. La mattina dopo la guardia del corpo va a svegliare Amy, la chiama diverse volte, lei non risponde come al solito,  spesso è troppo ubriaca per sentire, quindi non si preoccupa ma quando torna in camera il pomeriggio capisce che c’è qualcosa che non va ma ormai è troppo tardi!

L’autopsia stabilisce che la morte è avvenuta per abuso da alcool, avrebbe ingerito all’incirca 3 bottiglie di vodka quella notte!

“Era certa che sarebbe morta a 27 anni. L’aveva sognato e i suoi sogni, diceva, si avveravano sempre!”

Molte proveranno ad imitarla ma hanno la faccia pulita non sono sposate con la droga e per il pubblico non è la stessa cosa.

La canzone che vi suggerisco per oggi è “Love is a losing game”

ciao ragazzi come va?

 questa mattina voglio parlare di Patti Smith e condividere una sua citazione

 ,  lei disse;

 Per me, il punk rock è la libertà di creare, la libertà di avere successo, la libertà di non avere successo, la libertà di essere chi sei.  È la libertà.

 e questo è il mio buongiorno, per oggi;

 Patti Smith ha spesso contribuito in modo decisivo a plasmare una parte del mondo del rock.  Parzialmente ignorato dalle ultimissime generazioni per il fatto di essere una scena molto diversa da quella attuale, e per una produzione musicale, che da qualche anno non raggiunge vette molto interessanti!

 Patti Smith è nata a Chicago nel 1946 ma si è presto trasferita a New York per soddisfare il suo impulso artistico.  Lavora in una libreria per vivere e scrive per il teatro.  Patti Smith fa parte del circuito culturale alternativo della città, che include personaggi come Andy Wharol e Lou Reed.

 Il linguaggio usato nelle sue canzoni è libero, crudo e si esibisce nei club più alternativi di New York.

 Aveva un modo di interpretare che trovava un punto d’incontro tra il punk rock, che stava nascendo e la New wave che sarebbe nata.  Era il collegamento naturale tra i Velvet Underground e i Ramones.  Un’artista che ha sempre cercato di fare quello che voleva, nonostante le difficoltà, perché il rock è sempre stato un ambiente maschile

 Patti Smith non era interessata a imparare gli accordi ma era interessata a esprimere idee nel suono.

 Musicista e fotografa oltre che poetessa ha sviluppato nella sua lunga carriera Una natura artistica e multi-intellettuale che l’ha resa una figura centrale nel panorama culturale internazionale dalla fine degli anni Novanta ad oggi

 Nel 1998, quando uscì “People have the power”, sembrava una bella canzone ma forse inferiore ai vecchi lavori.  Ma nel tempo è diventata un inno, ha smesso di essere importante solo perché è una bella canzone ma è diventata importante per quello che rappresenta!

 Quindi la canzone che consiglio per oggi è People have the power … buona giornata